Regressione · Michele Bellusci

Hai capito perché lo fai. E lo fai lo stesso.

Ti senti bloccato da paure che non sai spiegare, o vedi schemi che si ripetono e non riesci a spezzare il ciclo — qualsiasi cosa fai, torni sempre nello stesso giro. La regressione lavora proprio lì.

Si fa online o in studio, con la stessa efficacia. Più avanti ti spiego perché — e ti dico anche cosa, online, mi rifiuto di fare.

Il messaggio è già scritto: aggiungi solo il tuo nome e quando posso chiamarti. Ti risponde Michele, di persona — nessun automatismo.

Quando qualsiasi cosa cambi, la storia resta la stessa

Cambi partner e dopo un po' ti ritrovi lo stesso partner. Cambi lavoro e dopo un po' è di nuovo lo stesso lavoro. All'inizio sembra diverso, sembra bello — poi si ripresenta identico.

Con la regressione si lavora su tutto questo: sulla famiglia, sul lavoro, sulle relazioni di coppia, sulle situazioni che continui ad attrarre senza capire perché. Non per gestirle meglio — per andare a guardare alla radice, dove quegli schemi si sono formati.

Perché capire non è bastato

Hai letto i libri giusti. Hai fatto i corsi. Forse hai alle spalle anni di lavoro su di te, e sai raccontare la tua storia con una lucidità che farebbe invidia a un professionista.

E continui a finire nello stesso posto.

Non perché non hai capito abbastanza. Ne hai capito abbastanza per tre vite. Ma perché la comprensione sta nella testa, e lo schema sta nel corpo.

La testa

«Ho capito perché lo faccio.»

30 centimetri

«E lo faccio lo stesso.»

La pancia

Sono trenta centimetri. È l'unica distanza che non hai ancora attraversato — e la ragione per cui tutte le altre strade non hanno tenuto: lavoravano tutte sopra, nella parte che ragiona.

Ma la parte che ha capito non è la parte che comanda. Ecco perché puoi sapere tutto di un tuo blocco e ritrovartelo davanti identico la settimana dopo, senza che il sapere ti serva a niente.

Non ti serve capire di più.
Ti serve sentirlo una volta sola, fino in fondo.

Cos'è davvero una regressione

Dimentica la scena da film: perdere il controllo, non ricordare nulla, essere guidato come un burattino. Non è quello che succede.

Il mito

Perdi coscienza, non controlli più il tuo corpo, qualcuno ti comanda. Ti svegli e non ricordi niente.

Com'è davvero

Sei perfettamente cosciente. Sai dove sei, senti il tuo corpo, sai cosa stai facendo. È uno stato di meditazione profonda in onde theta in cui ti guido io, passo dopo passo.

Proprio grazie a questa meditazione entri nella tua profondità, e da lì hai accesso a ciò che ti dà le risposte. Vivendo quella scena ricevi le lezioni interiori che ti servono per fare i cambiamenti nella vita di oggi.

Come si svolge una sessione

1

La chiacchierata iniziale

Ci conosciamo. Mi racconti cosa stai vivendo e su quali temi vuoi lavorare. Da qui parte tutto.

2

Le carte e l'oggetto di ancoraggio

Scegliamo insieme le carte del viaggio del metodo di Brian Weiss. Poi scegli un oggetto che farà da ancoraggio: raccoglie le emozioni pesanti e ti dà un appiglio fisico durante il viaggio. Da casa è un oggetto tuo, che per te significa qualcosa — e spesso funziona meglio proprio perché è tuo; in studio, una pietra.

3

Il rilassamento

Prima il corpo, poi un raggio di luce che purifica. Ti guido a scendere le scale verso il tuo giardino interiore.

4

Il ponte verso le vite passate

Dal giardino si apre un ponte. Lo attraversi e vivi la vita che ti è utile vedere — dall'inizio fino alla chiusura, quando l'anima si stacca e sale in alto.

5

Le lezioni e i maestri

Da lì apprendi la lezione di quella vita. Incontri i maestri, o anime che riconosci, che hanno un messaggio per te.

6

Quello che è emerso prende voce

La parte di te che quella scena teneva ferma non resta muta: sale, e ha qualcosa da dirti. Qui le domande le fai tu — e le risposte arrivano, quasi mai quelle che ti aspettavi.

7

La scena che si riscrive

Se in quella vita c'è un momento che ha lasciato il segno, non ti limiti a guardarlo: ci torni dentro e lo attraversi in un altro modo, portandoci quello che allora mancava. L'inconscio parla per immagini, e a una scena che finisce diversamente l'emozione rimasta attaccata smette di pesare allo stesso modo.

8

Il ritorno, trasformato

È un viaggio lungo e intenso. Torni con consapevolezze che cambiano il modo in cui vivi e vedi le cose.

Dura da una a tre ore. Non c'è un timer, non c'è la sveglia, non c'è il cliente delle sei che aspetta fuori. Si finisce quando è finita — e non è una frase suggestiva: se sai di dover chiudere a un'ora precisa, una parte di te resta di guardia all'orologio, ed è proprio quella che deve potersi rilassare.

Cosa succede dopo

La sessione non finisce quando riapri gli occhi. È la parte che quasi nessuno racconta, e invece è quella che conta di più. Qui sotto trovi quello che mi viene riferito più spesso — non una previsione su come andrà per te.

1h

Subito, spesso una leggerezza fisica

La cosa che mi viene raccontata più di frequente: come posare uno zaino che non si sapeva di avere sulle spalle. Molti se ne accorgono dal respiro.

gg

Nei giorni dopo, sogni e intuizioni

È normale fare sogni particolari, avere intuizioni improvvise, ricordare cose che non ricordavi da anni. Il lavoro continua a sedimentare da solo, anche mentre fai tutt'altro.

sett

Dopo qualche settimana, per alcuni cambia la reazione

È il racconto che ricevo più volentieri: succede la situazione che di solito faceva saltare per aria — e non salta niente. Non per essersi trattenuti: perché proprio non parte.

Non si lavora per gestire meglio lo schema.
Si lavora perché non serva più gestirlo.

Ogni persona reagisce a modo suo e non esistono due sessioni uguali: quello che leggi qui sopra sono esperienze raccontate da chi le ha vissute, non un risultato promesso o garantito.

Per chi è, e per chi non è

Preferisco dirtelo prima. Non è un lavoro che va bene per chiunque, e se non fa per te preferisco che tu lo scopra qui e non dopo aver pagato.

È per te se…

  • Hai paure o blocchi che la tua parte razionale non riesce a spiegarsi
  • Attrai sempre le stesse situazioni, con volti diversi
  • Hai già provato altre strade e hai capito tanto — ma la vita è rimasta la stessa
  • Sei disposto a dedicarti mezza giornata senza fretta

Non è per te se…

  • Cerchi una previsione sul futuro o sapere «chi eri»: non è quello che faccio
  • Vuoi che sia io a risolvere qualcosa al posto tuo
  • Stai attraversando una situazione che richiede un percorso clinico: lì vengono prima i professionisti sanitari
  • Non hai voglia di guardare cose scomode

Con la stessa onestà

Non sono un medico e non sono uno psicologo, e non fingo di esserlo. Quello che faccio è una disciplina olistica di crescita interiore: non sostituisce nessuna terapia, le sta accanto.

Se c'è una condizione fisica o psicologica in corso che richiede un approccio clinico, la prima cosa da fare è affidarsi ai professionisti sanitari competenti.

E se ci parliamo e capisco che per te oggi serve altro, te lo dico io. Mi è già successo e succederà ancora: preferisco perdere una sessione che farne una fuori tempo.

Online o in studio?

È la domanda che mi fanno tutti, e ti rispondo in modo onesto, non commerciale. Per farlo comincio da una cosa che va contro il mio interesse.

Quello che online mi rifiuto di fare

Non lavoro solo con la regressione. Un altro strumento che uso è il rebirthing, che sblocca le consapevolezze attraverso il respiro.

Il rebirthing online non lo faccio. Mi rifiuto. È un lavoro estremamente fisico: ho bisogno di vedere il tuo corpo da vicino, di stare lì con te.

Sarebbe più comodo per me farlo a distanza? Sì. Guadagnerei di più, lavorerei con persone di tutta Italia? Sì. Non lo faccio.

Te lo dico perché tu sappia che non sono uno che ti vende il collegamento a distanza per convenienza. So distinguere cosa richiede il contatto fisico e cosa no — e quando lo richiede, lo dico.

La regressione non lo richiede. Ed ecco perché, in modo molto concreto.

Primo

Per il 90% della sessione hai gli occhi chiusi

Non mi guardi. Non mi vedi. Non sai nemmeno se sono seduto o in piedi. La mia presenza, per te, in quel momento è una cosa sola: una voce. E una voce in cuffia, dentro le tue orecchie, è più vicina di quanto sarebbe una voce a tre metri di distanza dentro una stanza.

Secondo

Quando finisci, sei già a casa

Questo di solito non lo dice nessuno, perché è un vantaggio dell'online e non un modo di difenderlo. Non devi arrivare in un posto nuovo e ambientarti mentre già dovresti rilassarti. E soprattutto: quando riapri gli occhi con addosso quello che è appena emerso, puoi stenderti, puoi piangere, puoi dormire. Non devi rimetterti in macchina e guidare quaranta minuti con quella roba addosso.

Terzo

Casa tua è il tuo territorio

Il lavoro chiede di lasciarsi andare, e ci si lascia andare più facilmente dove ci si sente al sicuro. Il tuo divano, la tua stanza, i tuoi odori. Molte persone che avevano scelto l'online per comodità mi hanno poi detto che è stato proprio quello a farle scendere più in fondo.

Online

Da casa tua, in videochiamata. Ti serve solo una stanza dove nessuno ti disturbi per qualche ora — meglio se con un divano o un letto — e le cuffie.

In presenza, a Como

Lo studio è a Como, in un ambiente pensato apposta. Se sei in zona e preferisci venire, vieni volentieri: per alcuni uscire di casa fa parte del gesto di prendersi sul serio. Se abiti lontano, prima di metterti in viaggio leggi qui sopra — perché non ce n'è bisogno.

Detto tutto questo: in studio è una preferenza, non una condizione di efficacia. Sono due cose diverse e vale la pena tenerle separate.

E ti lascio un'osservazione, senza nessun giudizio, perché non è un rimprovero. Quando ci diciamo «in presenza funzionerà, online no», la maggior parte delle volte non stiamo facendo una valutazione tecnica: stiamo cercando una garanzia fuori da noi. È umanissimo, davanti a una cosa che fa un po' impressione. Notane solo la forma — è lo stesso movimento di quando cambiamo città, lavoro o partner: cambiare la stanza, sperando di cambiare quello che c'è dentro.

La distanza che conta non è quella fra te e me.
Il viaggio lo fai tu.

Voglio saperne di più

Basta il nome e una fascia oraria: ti chiamo io, perché durante le sedute non posso rispondere. Del resto parliamo a voce.

I percorsi

Non tutti hanno bisogno della stessa cosa. Alcuni hanno un tema preciso da sciogliere in un solo incontro; altri sentono che c'è più di uno strato da attraversare. Ne parliamo insieme, e scegliamo la strada giusta per te.

01

Sessione singola

Un incontro, un tema. Per chi vuole vivere l'esperienza e capire subito se è la strada giusta.

  • Una sessione completa
  • Online o in presenza
Quello che consiglio di più

02

Percorso guidato

Tre incontri per andare più a fondo, tornando sullo stesso schema da più livelli.

  • Tre sessioni
  • Online o in presenza
  • Continuità nel lavoro tra una sessione e l'altra

03

Percorso immersivo

Sette incontri per chi vuole intraprendere un cammino profondo e continuativo.

  • Sette sessioni
  • Continuità e accompagnamento lungo tutto il percorso
  • Un buono da regalare a una persona cara che vuole iniziare questo percorso con te

Il percorso più adatto a te si capisce parlandone insieme. Scrivimi su WhatsApp e troviamo la strada giusta.

Il metodo del Dr. Brian Weiss

Dr. Brian Weiss, M.D. — Psichiatra formatosi a Yale, già primario di psichiatria al Mount Sinai di Miami, è l'autorità che ha portato la regressione alle vite passate in Occidente con «Molte vite, molti maestri». Michele si è formato in Italia sul metodo del Dr. Brian Weiss, con il formatore italiano del metodo: la stessa impostazione, le stesse carte, lo stesso viaggio.

Michele Bellusci — Operatore del Benessere. Accompagno le persone nella regressione, online e in presenza. Il mio lavoro è per chi vuole finalmente prendere in mano la propria vita. Non è terapia e non sostituisce il percorso medico o psicologico: ci sta accanto.

Chi sono

Michele Bellusci, Operatore del Benessere

Mi chiamo Michele Bellusci, sono nato a Monza nel 1991 e faccio l'Operatore del Benessere. Quello che faccio non nasce da un dono: nasce da un parto complicato e da parecchi anni passati a capire cosa farmene.

Per nascere ho dovuto lottare, e per anni non sono riuscito a girare la testa verso sinistra. Ancora oggi mi porto addosso una leggera asimmetria. Per molto tempo l'ho letta come sfortuna — poi ho capito che mi aveva lasciato una cosa utile: la capacità di stare vicino al dolore, il mio e quello degli altri, senza spaventarmi e senza giudicarlo.

Per te significa una cosa molto concreta: qualunque cosa emerga durante una sessione — pianto, rabbia, cose mai dette a nessuno — non mi fa paura, e non ti lascio solo dentro.

Con i piedi per terra

Oltre a questo, porto avanti con passione attività molto concrete: restauro macchine del caffè e gestisco un'azienda di abbigliamento da lavoro. Non le vivo come un ostacolo al mio percorso interiore, ma come una parte di me: mi danno autonomia e mi tengono con i piedi ben piantati a terra, una dote utile per chi sceglie di accompagnare anche le dimensioni più profonde delle persone.

La mia storia, per intero

Le radici

Sono nato il 7 luglio 1991 a Monza. I miei genitori si sono conosciuti in un centro spirituale in Francia, e da loro mi è arrivata l'abitudine a non liquidare in fretta quello che non si spiega subito. Il lavoro su me stesso, però, l'ho dovuto fare da solo — nessuno me l'ha risparmiato.

Una ferita che è diventata dono

Il mio ingresso nel mondo non è stato semplice: sono nato da genitori non più giovanissimi, e sebbene la gravidanza sia stata serena, il parto è stato complesso — per nascere ho dovuto lottare, e per anni non sono riuscito a girare la testa verso sinistra. Ancora oggi porto sul corpo i segni di quel momento, una leggera asimmetria che nel tempo ho imparato ad accettare. Oggi penso che quella non sia stata una sfortuna, ma l'inizio di un modo diverso di guardare il dolore — il mio e quello delle persone che accompagno.

Il valore della concretezza

Questo mi ha portato a esplorare anche la vita materiale, attraverso esperienze diverse ma per me fondamentali: ancora oggi restauro macchine del caffè e gestisco un'azienda di abbigliamento da lavoro. Non li vedo come lavori lontani dal mio percorso interiore, ma come una parte che mi tiene radicato mentre esploro le dimensioni più sottili della persona.

Il risveglio

Nel frattempo la mia strada interiore non si è mai fermata. Per anni ho praticato in ambito privato, con le persone a me più vicine, la regressione alle vite passate. Accompagnare gli altri mi ha costretto a lavorare su me stesso, in uno specchio continuo. Da lì ho deciso di farne un mestiere e di formarmi come si deve: la scuola di Counselling di Mauro Scardovelli, l'abilitazione in Rebirthing, la Litoterapia Bioenergetica di primo livello e infine la formazione in Regressione alle Vite Passate sul metodo del Dr. Brian Weiss.

Quello che faccio, e quello che non faccio

Non applico semplicemente una tecnica: porto presenza e ascolto a chi sceglie di guardarsi dentro. Ogni persona che incontro porta la propria storia, e la accolgo senza giudizio, con la stessa attenzione con cui vorrei fosse accolta la mia.

E ci tengo a dire anche il resto, con la stessa chiarezza. Non sono un medico e non sono uno psicologo, e «Operatore del Benessere» non è una professione sanitaria. Non curo, non diagnostico, non guarisco nessuno e non prometto risultati. Quello che faccio è una disciplina olistica di crescita interiore: sta accanto ai percorsi medici e psicologici, non al loro posto — e quando serve, sono io il primo a dirti di rivolgerti altrove.

La mia formazione

2015 – 2016

Metodo RQI — Riequilibrio Quantico Energetico

Dal 2018

Prime esperienze pratiche di regressione alle vite passate

Gennaio 2019

Allineamento Spirituale

Aprile 2022

Abilitazione Rebirthing

Luglio 2023

Abilitazione Metamorfica

Agosto 2023

Rebirthing approfondimento

Luglio 2024

Litoterapia Bioenergetica (Cristalloterapia), primo livello

2024 – 2025

Scuola Aleph, Counselor Comunitario — 1° e 2° anno

2026

Regressione alle Vite Passate, metodo del Dr. Brian Weiss

Agosto 2026 · in programma

Rebirthing, terzo aggiornamento

Recensioni su Google

5,0 · 8 recensioni

★★★★★
Un trattamento di benessere naturale unico. Mi sentivo disconnessa dal mio corpo. Grazie a questa seduta, sono tornata a sentire la mia verità interiore e a sciogliere la rabbia repressa. Consiglio tantissimo!

Amelia D'Apice

★★★★★
Cercavo un metodo non invasivo per il mio benessere psicofisico e l'ho trovato.

Giorgio Nep

Leggi tutte le recensioni su Google →

Recensioni pubbliche lasciate su Google, riportate integralmente. Descrivono esperienze personali di chi le ha scritte: non sono una promessa di risultato e non hanno valore di riferimento medico o sanitario.

I miei libri

Se prima di scrivermi preferisci leggere con calma, quello che faccio l'ho messo nero su bianco.

Domande frequenti

Funziona davvero anche online?

Sì, e non è una risposta di comodo: il rebirthing, che è l'altro strumento con cui lavoro, online mi rifiuto di farlo perché è un lavoro fisico. La regressione è diversa. Per il 90% della sessione hai gli occhi chiusi e io per te sono una voce — e una voce in cuffia è più vicina di una voce a tre metri dentro una stanza. In più, quando finisci sei già a casa: puoi stenderti invece di guidare quaranta minuti con addosso quello che è appena emerso.

Quanto costa?

Dipende da cosa scegli — un incontro singolo o un percorso — e per questo non lo trovi scritto qui: una cifra da sola ti farebbe decidere sulla cosa sbagliata. Scrivimi su WhatsApp e te lo mando subito, per iscritto. Non ti chiamo, non ti metto dentro nessun imbuto di vendita e non ti inseguo: se poi non mi scrivi più, per me va benissimo.

Quanto dura una sessione?

Da una a tre ore. Non c'è un timer e non c'è fretta: si finisce quando è finita. Tienti libero il pomeriggio o la serata, e possibilmente non prendere impegni subito dopo.

E se non vedo niente?

È il timore più diffuso, e quasi sempre nasce dall'idea che si debba «vedere un film». Non funziona così: per molti sono sensazioni, immagini sfocate, una parola, un'emozione che arriva senza spiegazione. Va benissimo lo stesso — anzi, spesso è proprio da lì che arrivano le cose più precise. Ti guido io passo dopo passo, non devi far accadere niente da solo.

Cos'è una regressione?

La regressione è una disciplina olistica: uno stato di meditazione profonda in onde theta in cui, restando pienamente coscienti, si accede a memorie e vissuti che aiutano a comprendere gli schemi e i blocchi del presente. Non è una terapia.

Bisogna credere nelle vite passate?

No — e le persone più scettiche che ho accompagnato hanno avuto alcune delle esperienze più forti. La mente inconscia non parla per parole, parla per immagini: lo fa ogni notte quando sogni, e nessuno si sveglia chiedendosi se il sogno era «vero». Il sogno non era vero, era efficace. Puoi leggere quello che vedi come una vita passata o come una metafora della tua mente: quello che cambia il presente non è l'immagine, è l'emozione che si sblocca mentre la guardi — e quella è vera in ogni caso.

Perdo il controllo? Mi ricorderò qualcosa?

Resti sveglio, lucido e presente per tutto il tempo. Sai dove sei, senti il tuo corpo, e al risveglio ricordi tutto. Non è l'ipnosi da palcoscenico: nessuno ha potere su di te, e se in qualunque momento volessi aprire gli occhi e alzarti, lo faresti. Semplicemente non ti verrà voglia.

Servono doti particolari o bisogna essere sensitivi?

Tranquillo, non serve alcun "dono". Lo stato theta è naturale: è la stessa soglia che attraversi ogni sera prima di addormentarti. Ti guiderò passo dopo passo: anche semplici sensazioni sfocate ti porteranno esattamente le risposte che cerchi.

Come mi devo preparare alla sessione?

Nessuna preparazione particolare. Abiti comodi, tempo per te senza fretta e il tema su cui lavorare. Se sei online, una stanza dove nessuno ti disturberà — meglio se con un divano o un letto — e le cuffie, che aiutano molto.

Basta una sola sessione?

Spesso un incontro dà chiarezza immediata e un "clic" interiore. Non è magia, ma un potente inizio per scardinare vecchi schemi. Valuteremo tutto con onestà nel colloquio: se penso che ti basti una sola sessione, te lo dico.

Cosa si prova dopo la sessione?

Quello che mi viene riferito più spesso è una profonda leggerezza, e nei giorni seguenti nuove intuizioni o sogni: il lavoro interiore continua a sedimentare. Ma ogni persona reagisce a modo suo, e non ti prometto che andrà così anche per te.

Per chi è indicata la regressione?

Per chi ha già capito i propri schemi — spesso dopo anni di lavoro su di sé — e continua a ripeterli lo stesso: le stesse relazioni, le stesse scelte, gli stessi blocchi che tornano con volti diversi.

Se sei arrivato fin qui, lo sai già

Quando senti che le strade provate non hanno portato dove volevi. O quando questa cosa, semplicemente, ti risuona. Se hai guardato il video e sei arrivato fin qui, è perché non è più il tempo di rimandare.

Scrivimi solo il nome e la fascia oraria in cui sei libero: ti chiamo io, perché quando sono in seduta non posso rispondere. In chiamata rispondo a tutte le tue domande e capiamo se ti risuona, con calma e senza impegno.
Se preferisci provare tu: +39 351 412 5273 — tutti i giorni dalle 8 alle 20. Se non rispondo sono con una persona, e ti richiamo appena finisco.

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